Scegliere un vino dall’etichetta non è da ignoranti. È umano.
E no, non lo fanno solo i clienti. Lo fanno anche i professionisti.
Perché? Perché il cervello decide prima di te.
Nel neuromarketing è dimostrato: il nostro cervello usa scorciatoie visive per anticipare l’esperienza.
In uno studio dell’Università di Adelaide, vini identici sono stati percepiti in modo diverso solo cambiando l’etichetta: quelle più eleganti e “premium” portavano le persone ad aspettarsi (e percepire) maggiore qualità.
Tradotto: quello che vedi influenza quello che senti. Colori, font, immagini, materiali…
L’etichetta comunica stile, fascia di prezzo, persino il tipo di esperienza che ti aspetta nel bicchiere.
E il tuo cervello si adegua.
Il packaging, quindi, non è marketing superficiale. È parte dell’esperienza.
Perciò il problema non è scegliere con l’etichetta, ma fermarsi lì.
Dopo aver scelto, fatti queste domande:
1️⃣ Ha rispettato le aspettative?
2️⃣ Ti ha lasciato qualcosa?
3️⃣ Lo ricompreresti?
Poi fai uno step in più. Impara a leggerla davvero.
Oltre al design, guarda questo:
• Denominazione → territorio e stile
• Annata → stato evolutivo
• Grado alcolico → struttura del vino
• Produttore → filosofia e identità
L’etichetta è il primo contatto. Ma la competenza è ciò che viene dopo.
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W l'Abruzzo 😅