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Che il comprensorio sciistico Dolomiti SuperSki sia il paradiso degli sciatori e degli amanti della montagna in genere è cosa certa. “Vedi le Dolomiti e poi muori”, potrebbe essere la versione d’alta quota del tradizionale modo di dire napoletano dove colori, rumori, profumi e sapori sono completamente diversi. Eppure chi lavora nel settore turistico delle valli che fanno parte di questo “parco divertimenti naturale” non può stare certo a guardare e lasciare che siano solo le vette e la neve ad attirare la gente.

Lo sa bene Michael Costamoling che oggi conduce in maniera brillantemente indaffarata lo Sport Hotel Panorama di Corvara in Badia (Bz), una struttura di famiglia che sorge poco sopra il cuore del paese, a cinquanta metri (contati) dai primi impianti. Lui, grande appassionato di vini, ha pensato ad una Wine Cup per “educare” al buon bere i meno esperti e accontentare i clienti che invece il buon bere lo amano e lo ricercano. «Abbiamo notato un incremento delle prenotazioni da quando organizziamo questa manifestazione – spiega – vengono da tutto il mondo e o partecipano a questa esperienza oppure mi chiedono informazioni per sapere dove andare a mangiare e bere bene. Si lasciano anche consigliare quando mangiano da noi per capire quali siano gli abbinamenti migliori piatto-vino». Si chiama turismo enogastronomico di questi tempi, ma in questa iniziativa c’è di più. C’è il cibo e il vino, chiaro, ma c’è anche la scoperta della storia e della cultura del territorio, c’è il turismo sportivo, c’è quello del benessere, c’è una qualità dell’accoglienza che fa scuola a tutti.

La nostra Wine Cup è iniziata con la cena nella Taverna dell’hotel che, oltre al tradizionale ristorante per gli ospiti, vanta al piano sotterraneo la tipica Stua Ladina che per calore, intimità, quiete non può che conquistare i commensali più esigenti e amanti della tradizione. Qui il cuoco Alexander Egger sforna piatti che celebrano il territorio, ma senza mai dimenticare che con prodotti della propria terra si possono anche “rivisitare” ricette internazionali. «La filosofia della casa – spiega – è quella di mettere in primo piano la tradizione, che è quella che gli ospiti cercano di più, ma senza mai dimenticare di creare piatti più internazionali con gusti tedeschi, svizzeri, ma anche orientali».

Strizza l’occhio a tanti palati la cucina di Egger i cui piatti arrivano in tavola grazie al servizio preparato e generoso di Massimo che per tutti quelli che passano di qui non ha né un ruolo ben preciso, né un cognome con il quale identificarlo: “È semplicemente Massimo, per tutti” ci si sente dire dagli “aficionados” e presto si capisce il perché, dopo aver apprezzato la sua preparazione sui vini, sulle ricette, la sua attenzione discreta alle esigenze dell’ospite e la sua capacità di guidare il personale con poche parole e molti sguardi.

L’istrionico Massimo crea anche qualche piccolo aperitivo con materie prime anche curate da lui, come quello che arriva in tavola: Soppressa, mozzarella di bufala, cachi sott’aceto e pomodorini. Fresco, gustoso e leggero è il modo migliore per preparare il palato alle portate principali. Da un menu composto principalmente da piatti di carne, ma che non disdegna anche qualche escursione marittima, selezioniamo Gnocchi di formaggio con spuma di patate, carciofi, castagne, tartufo e topinambur. Ciò che vede l’occhio (una composizione uniforme) si trasmette poi al palato al momento dell’assaggio: sorprende la morbidezza di ogni preparazione e l’esplosione di sapori derivanti dai singoli ingredienti, capaci di distinguersi e fornire il proprio supporto per un risultato soddisfacente e goloso.

Proprio il “mangiare tutto insieme” è un caldo consiglio che arriva dalla cucina. Per “mangiare tutto insieme”, lo chef intende abbinare in un boccone tutti gli ingredienti che che ci sono nel piatto per assaporare meglio il tutto. Succede anche con il secondo dove una Tagliata di manzo nel suo brodo viene abbinata a funghi porcini, carote, pure di patate, radicchio e cannoli al formaggio erborinato. Sono una sorpresa questi ultimi composti da una finissima pasta di ispirazione cinese che contiene del Gorgonzola capace di esplodere non appena si rompe il “contenitore”. Ineccepibile la preparazione della carne.

Dalla pasticceria arrivano infine dei simpatici e gustosi Marshmellow alla fragola artigianali che introducono la carta dei dessert. Consigliato quello composto da frutta esotica e noce di cocco: sapori eccentrici in grado di rinfrescare il palato al termine di una cena dagli intensi sapori “montagnini”.

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